L’anchor text non è un dettaglio stilistico del link building. È un segnale semantico che Google usa per capire di cosa parla la pagina che stai linkando, e quanto sei affidabile nel farlo.
Ho visto profili link costruiti con cura, centinaia di backlink acquisiti in mesi di lavoro, siti che non si muovevano di un millimetro nelle SERP. Il problema, quasi sempre, non era la quantità dei link. Era il testo di ancoraggio: troppo ottimizzato, troppo generico, oppure completamente scollegato dal tema della pagina di destinazione.
L’anchor text sbagliato non è neutro: può attivare filtri algoritmici o sprecare l’autorità che un backlink potrebbe trasferire.
In questa guida ti spiego cos’è l’anchor text, come si costruisce in HTML, come si distribuisce in un profilo link sano e quali errori compromettono il lavoro di link building prima ancora che Google lo valuti.
Cosa si intende per anchor text?
L’anchor text è il testo cliccabile di un collegamento ipertestuale, visibile all’utente e interpretato dai motori di ricerca per capire il tema della pagina di destinazione. In HTML si trova tra i tag <a href="..."> e </a>.
Esempio diretto:
<a href="https://adrianalonghitano.it/seo/">consulente SEO freelance</a>
In questo caso, “consulente SEO freelance” è l’anchor text. È la parola che l’utente legge e clicca. È anche la parola che Google usa per costruire un’idea del contenuto della pagina linkata.
Non è mai solo una questione estetica. È un segnale semantico che pesa nel ranking della pagina di destinazione.
Cos’è un esempio di anchor text?
Se un articolo su un magazine di marketing linka a una pagina di servizi con il testo “strategie di link building”, quell’espressione è l’anchor text. Se un altro sito usa invece “clicca qui”, l’anchor text esiste, ma non trasferisce alcun segnale semantico utile.
Due esempi a confronto:
- Exact match anchor text: “anchor text SEO” linka direttamente a una guida sull’anchor text, la keyword corrisponde esattamente alla pagina di destinazione.
- Branded anchor text: “Adriana Longhitano” linka al profilo di consulenza, il brand è il testo di ancoraggio.
La differenza tra i due scenari non è solo formale. Dice a Google cose diverse sul contesto, sull’intento e sulla naturalezza del link.
Cos’è un anchor text nella lettura di una pagina web?
Nella navigazione quotidiana, l’anchor text svolge una funzione di orientamento: segnala dove porta il link prima che venga cliccato. Un testo di ancoraggio chiaro e pertinente migliora l’esperienza di lettura e riduce i clic su pagine non pertinenti.
Dal punto di vista SEO, questo ha una doppia valenza. Un anchor text descrittivo aiuta sia l’utente a capire cosa troverà, sia il motore di ricerca a classificare correttamente la pagina di destinazione.
Un anchor generico come “vai qui” o “scopri di più” è trasparente per l’algoritmo: non dice nulla di utile a nessuno. Non è innocuo, è informazione sprecata.
Tipi di anchor text: una panoramica completa
Ogni tipo di anchor text ha un peso diverso nel profilo link complessivo, non si tratta di completezza accademica, ma di capire cosa stai costruendo ogni volta che acquisisci un backlink.
Ecco i principali tipi che trovi in un profilo link reale:
- Exact match: la keyword target corrisponde esattamente all’anchor. Es. “anchor text SEO” che linka a questa pagina.
- Partial match: l’anchor contiene la keyword in forma parziale o con variazioni. Es. “come usare l’anchor text nel link building”.
- Branded: il nome del brand o del consulente. Es. “Adriana Longhitano”.
- Naked URL: l’URL usato direttamente come testo di ancoraggio. Es. “https://adrianalonghitano.it/anchor-text/”.
- Generic: testi privi di valore semantico. Es. “clicca qui”, “leggi di più”, “visita il sito”.
- Image anchor: quando il link è applicato a un’immagine, l’anchor text viene letto dall’attributo
alt. Se l’attributo è vuoto, il segnale è perso.
Anchor text exact match e partial match
L’exact match è il tipo più potente e il più pericoloso. Quando ogni backlink usa la stessa keyword esatta, il profilo diventa artificiale agli occhi di Google. Un sito reale non accumula decine di link con lo stesso identico testo di ancoraggio: questo schema è associato a pratiche di link building manipolative.
Esempio in HTML:
<!-- Exact match -->
<a href="https://adrianalonghitano.it/anchor-text/">anchor text SEO</a>
<!-- Partial match -->
<a href="https://adrianalonghitano.it/anchor-text/">come funziona il testo di ancoraggio nella SEO</a>
Il partial match è generalmente più sicuro: mantiene rilevanza semantica senza forzare la keyword in modo meccanico. Nella pratica, un buon testo editoriale produce naturalmente anchor text partial match, perché il contesto determina come viene formulato il link.
Anchor text brandizzato e naked URL
Il branded anchor è quello che contribuisce di più alla naturalezza del profilo link. Quando qualcuno ti linka usando il nome del tuo brand, sta facendo esattamente quello che farebbe chiunque in modo organico.
I naked URL, invece, sono comuni nelle citazioni di risorse: un giornale online che cita una fonte spesso usa l’URL nudo invece di un testo descrittivo. Non trasferiscono segnale semantico, ma contribuiscono alla diversificazione del profilo.
Per un profilo link sano, la distribuzione consigliata è:
- Branded (40-50%): è il segnale più naturale e il più sicuro
- Partial match (20-30%): mantiene rilevanza senza over-ottimizzare
- Naked URL (10-15%): aumenta la naturalezza del profilo
- Exact match (5-10%): usato con parsimonia, non come strategia principale
- Generic (massimo 5-8%): inevitabile, ma da limitare
Questi range non sono soglie assolute. Sono indicatori di distribuzione naturale: se il tuo profilo ha il 60% di exact match, il problema non è il numero, è lo schema.
Come si crea un anchor text in HTML
La sintassi è semplice, ma vale la pena conoscerla anche se non scrivi codice ogni giorno.
<a href="URL-di-destinazione">testo di ancoraggio</a>
Esempio pratico con attributo title e apertura in nuova scheda:
<a href="https://adrianalonghitano.it/link-building/" title="Strategie di link building SEO" target="_blank" rel="noopener">link building SEO</a>
L’attributo title è opzionale ma aggiunge contesto semantico. L’attributo rel="noopener" è buona pratica quando si usa target="_blank", per ragioni di sicurezza.
Per i link interni, quelli che puntano ad altre pagine dello stesso sito, non usare target="_blank". E soprattutto, non usare “clicca qui” come anchor text per una pagina di servizi SEO: è informazione sprecata per l’utente e per Google.
Anchor text e SEO: impatto sul link building
Google usa l’anchor text come segnale di contesto per capire il tema della pagina linkata e la sua rilevanza per certe query. Più il testo di ancoraggio è descrittivo e coerente con il contenuto della pagina di destinazione, più il link trasferisce autorità in modo preciso.
Questo meccanismo ha però un lato oscuro. L’over-optimization, cioè l’uso sistematico di exact match anchor su tutti i backlink in entrata, è uno dei segnali che Penguin, e più in generale il sistema di valutazione dei link di Google, ha imparato a riconoscere. Un profilo link che sembra costruito, non guadagnato, viene penalizzato o semplicemente ignorato.
Ho lavorato con un e-commerce B2B nel settore degli utensili industriali che aveva un profilo link concentrato su poche keyword exact match, tutte varianti del nome del prodotto principale. Il traffico organico era stagnante nonostante l’autorità di dominio crescesse.
Ho ridistribuito il profilo privilegiando anchor brandizzati e partial match nelle campagne di link building successive. In sei mesi il traffico organico è cresciuto del 42%. I link non erano cambiati per qualità, era cambiato il segnale semantico che trasmettevano.
Distribuzione ideale degli anchor text nel profilo link
Una distribuzione equilibrata protegge il sito da rischi algoritmici e costruisce un profilo che assomiglia a quello di un sito che ottiene link in modo naturale.
I range consigliati:
- Branded (40-50%): “Adriana Longhitano”, “NomeBrand”, la base del profilo
- Partial match (20-30%): variazioni della keyword che includono il tema senza forzarlo
- Naked URL (10-15%): l’URL esplicito, comune nelle citazioni editoriali
- Exact match (5-10%): la keyword target, usata con selettività
- Generic (5-8%): “clicca qui”, “scopri di più”, inevitabile, da non eliminare del tutto
Il dato che vedo spesso sottovalutato: eliminare completamente gli anchor generic rende il profilo artificialmente “pulito”, il che è a sua volta un segnale anomalo. Un profilo naturale ha sempre una quota di link generici, semplicemente non è quella dominante.
Errori comuni da evitare con gli anchor text
Gli errori che compromettono un profilo link si ripetono con costanza. Eccoli con il motivo per cui sono problematici:
- Over-ottimizzazione: usare la stessa keyword exact match su ogni backlink attiva segnali di manipolazione e può innescare penalizzazioni algoritmiche.
- Anchor text irrilevante rispetto alla pagina di destinazione: un link con testo “ricette vegane” che punta a una pagina di consulenza SEO non trasferisce autorità utile, crea confusione semantica.
- Generic in eccesso: un profilo dominato da “clicca qui” diluisce qualsiasi segnale semantico, rendendo i backlink sostanzialmente inutili per il ranking.
- Attributo alt mancante sulle immagini linkate: quando l’ancora è un’immagine, l’unico segnale semantico disponibile è l’attributo
alt. Se è vuoto, il link è cieco per Google. - Anchor text incoerente con il contesto della pagina sorgente: un link costruito in modo editorialmente forzato, dove il testo di ancoraggio non si integra nel paragrafo circostante, è riconoscibile sia dai sistemi algoritmici sia da chi valuta i link manualmente.
Esempi pratici di anchor text efficaci
La teoria è utile, ma un confronto diretto rende tutto più chiaro. Ecco sei scenari reali con tipo di anchor e impatto SEO.
| Contesto | Anchor text | Tipo | Efficacia SEO |
|---|---|---|---|
| Articolo editoriale su rivista di marketing | “strategie di link building per PMI” | Partial match | Alta, rilevante e naturale |
| Profilo LinkedIn o bio su altro sito | “Adriana Longhitano” | Branded | Alta, contribuisce alla naturalezza |
| Citazione di risorsa in post tecnico | “https://adrianalonghitano.it/anchor-text/” | Naked URL | Media, nessun segnale semantico, ma naturale |
| Guest post ottimizzato in modo eccessivo | “anchor text SEO ottimizzazione link building” | Exact match forzato | Bassa/rischio, troppo costruito |
| Link in un footer o sidebar | “clicca qui per la consulenza” | Generic | Minima, nessun valore semantico |
| Link da directory di settore | “consulente SEO freelance Milano” | Partial match/geo | Alta, keyword + geolocalizzazione |
Il confronto mostra una cosa che vale la pena sottolineare: non esiste un tipo di anchor text universalmente migliore. Esiste la distribuzione giusta rispetto al profilo complessivo, al contesto editoriale e all’obiettivo della pagina di destinazione.
Le percentuali di riferimento sono strumenti, non verdetti. Un profilo con il 55% di branded anchor non è necessariamente migliore di uno con il 35%: dipende dal settore, dalla storia del dominio e dal tipo di link building fatto in precedenza. È il punto in cui l’esperienza di campo conta più di qualsiasi soglia teorica.
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