Ho lavorato con un e-commerce B2B che aveva tutto: contenuti ottimizzati, velocità di caricamento nella norma, una struttura interna pulita. Eppure il posizionamento organico non si spostava. Il problema non era tecnico. Era che il sito non riceveva nessun segnale esterno di fiducia: niente link da fonti rilevanti, nessuna menzione autorevole. Google non aveva motivo di considerarlo un riferimento di settore.
I backlink dofollow sono uno dei segnali più pesanti che Google usa per valutare un sito. Non i link in generale: quelli specifici, quelli che trasmettono autorità. La differenza tra averne e non averne è spesso la differenza tra la prima pagina e la quinta.
Quello che vedo spesso è che si confonde la quantità con la qualità, oppure si parte da strategie di link building prima di capire cosa rende un link davvero utile per il posizionamento. In questo articolo ti spiego cosa sono i backlink dofollow, come si distinguono dai nofollow, perché contano per Google e come ottenerli in modo che reggano nel tempo.
Ti mostro anche come impostarli su WordPress e quali errori evitare prima di iniziare qualsiasi attività di link building.
Cos’è un backlink dofollow e come funziona
Un backlink dofollow è un collegamento esterno che trasmette autorità dalla pagina sorgente alla pagina di destinazione. In termini tecnici, trasferisce quello che in SEO si chiama link juice o PageRank: un segnale che dice a Google “questo sito è abbastanza autorevole da meritare un riferimento”.
Il comportamento dofollow è quello predefinito di tutti i link HTML. Quando un sito linka il tuo senza aggiungere attributi particolari, Google segue quel link e considera il segnale di autorità che porta con sé. Più link ricevi da fonti rilevanti e autorevoli, più il tuo profilo backlink si rafforza.
Cosa significa il tag rel nel codice HTML
La differenza tra un link dofollow e uno nofollow si vede nel codice HTML. Ecco i due casi a confronto:
<!-- Link dofollow (nessun attributo aggiuntivo) -->
<a href="https://adrianalonghitano.it">[Consulente SEO](https://adrianalonghitano.it/consulente-seo/)</a>
<!-- Link nofollow (blocca il passaggio di autorità) -->
<a href="https://adrianalonghitano.it" rel="nofollow">Consulente SEO</a>
Nel primo caso, il motore di ricerca segue il link e considera il PageRank associato. Nel secondo, l’attributo rel="nofollow" segnala che il link non deve trasferire autorità.
Vale la pena dirlo chiaramente: dofollow non è un attributo HTML reale. È una convenzione usata nel settore SEO per indicare l’assenza di attributi che bloccano il passaggio di autorità. Non si “attiva” nulla: si lascia il link com’è.
Cosa significa “dofollow”?
Dofollow indica che il motore di ricerca deve seguire il link e trasferire autorità alla pagina di destinazione. È il comportamento predefinito di qualsiasi link HTML che non contenga attributi rel specifici.
Il termine non esiste come tag nel codice: è una denominazione convenzionale del settore SEO, nata per opposizione al tag rel="nofollow". Quando senti dire “ottieni backlink dofollow”, si intende ottenere link che non abbiano attributi che ne limitino l’effetto sul posizionamento.
Backlink dofollow vs nofollow: le differenze chiave
La distinzione è semplice, ma le implicazioni sono concrete. Ecco un confronto diretto:
| Criterio | Dofollow | Nofollow |
|---|---|---|
| Trasmissione di autorità (PageRank) | Sì | No (o parziale, come suggerimento) |
| Contributo al posizionamento | Diretto | Indiretto o nullo |
| Utilizzo consigliato | Link editoriali, menzioni organiche | Link sponsorizzati, commenti, UGC |
| Attributo HTML richiesto | Nessuno (default) | rel="nofollow", rel="sponsored", rel="ugc" |
Differenza tra link dofollow e nofollow?
Il link dofollow trasmette PageRank e contribuisce direttamente al posizionamento organico. Il nofollow non lo fa, o lo fa solo in modo marginale.
Un dato importante: Google ha aggiornato il trattamento del nofollow introducendo anche rel="sponsored" per i link a pagamento e rel="ugc" per i contenuti generati dagli utenti. Da quel momento, il nofollow non è più una direttiva assoluta ma un suggerimento: Google può decidere di considerarlo o ignorarlo in base al contesto.
Questo non cambia la strategia di base. Ma è un elemento da tenere presente quando si analizza un profilo backlink, perché un link nofollow non è necessariamente neutro.
Perché i backlink dofollow sono importanti per Google
I backlink sono uno dei segnali di ranking più consolidati nell’algoritmo di Google. Non l’unico, ma uno di quelli con maggiore peso nella valutazione dell’autorità di un dominio.
Il ragionamento di fondo è semplice: se siti autorevoli e pertinenti linkano il tuo contenuto, Google interpreta quel segnale come un voto di fiducia. Più il sito che linka è autorevole, più il segnale vale. Studi SEO condotti su larga scala mostrano una correlazione costante tra la qualità del profilo backlink e il posizionamento nelle SERP competitive.
Ho visto questa dinamica in modo diretto lavorando con uno studio legale che voleva costruire visibilità organica su keyword informative: aveva contenuti ben scritti e tecnica solida, ma nessun link esterno. Quando abbiamo costruito un piano di digital PR con menzioni da testate giuridiche e portali di settore, il traffico organico ha iniziato a muoversi in modo significativo.
I contenuti da soli non bastavano: serviva che qualcuno li riconoscesse come degni di essere citati.
Come Google valuta un backlink di qualità
Non tutti i link dofollow hanno lo stesso peso. Google valuta la qualità di un backlink sulla base di questi criteri principali:
- Autorità del dominio sorgente: un link da una testata nazionale vale molto più di uno da un blog con poco traffico e nessuna reputazione
- Pertinenza tematica: un link da un sito dello stesso settore è più significativo di uno da un dominio generico
- Anchor text: deve essere descrittivo e coerente con il contenuto della pagina di destinazione; un anchor text naturale è preferibile a uno sovraottimizzato
- Posizione nel testo: un link nel corpo dell’articolo vale più di uno in footer o in una barra laterale
- Contesto della pagina: la pagina che linka deve avere contenuto rilevante, non essere una pagina costruita solo per distribuire link
Quali sono le 3 caratteristiche principali di un backlink di qualità?
Quando devo spiegare a un cliente come riconoscere un link che vale davvero, parto sempre da questi tre punti:
- Autorità del dominio sorgente: il sito che ti linka deve avere reputazione consolidata, traffico organico reale e un profilo backlink a sua volta coerente
- Pertinenza tematica tra i due siti: Google interpreta i link in contesto; un link da un sito correlato al tuo settore è più credibile di uno casuale
- Anchor text descrittivo e naturale: deve descrivere il contenuto della pagina linkata, senza forzature e senza keyword stuffing nel testo di ancoraggio
Come ottenere backlink dofollow in modo naturale
Le strategie per costruire un profilo backlink solido non sono un segreto: guest post, digital PR, contenuti linkabili, partnership editoriali. Quello che spesso non viene detto è da dove non partire.
L’errore più comune è acquistare link in blocco da “servizi backlink” che promettono decine di link in pochi giorni. Questi link arrivano da siti costruiti solo per questo scopo, senza traffico reale, senza autorità editoriale. Google li riconosce abbastanza bene, e nel tempo penalizzano più che aiutare.
Le strategie che reggono nel lungo periodo sono queste:
- Guest post su siti di settore: scrivi contenuti di valore per siti autorevoli del tuo settore in cambio di un link editoriale nella bio o nel testo
- Digital PR: fatti citare da testate online e giornalisti attraverso comunicati, dati originali, ricerche di settore o commenti esperti
- Contenuti linkabili: crea risorse che altri vogliano citare naturalmente: dati, strumenti, guide approfondite, ricerche originali
- Partnership editoriali: collabora con professionisti complementari per scambiarsi menzioni all’interno di contenuti rilevanti
La regola che uso come punto di partenza: prima di cercare link, chiediti se la pagina che vuoi far linkare merita davvero di essere citata. Se la risposta è “non ancora”, lavora prima sul contenuto.
Backlink dofollow su WordPress: come impostarli
Su WordPress, tutti i link inseriti nell’editor sono dofollow per impostazione predefinita. Non devi fare nulla per “attivarli”. Se vuoi aggiungere l’attributo nofollow a un link specifico, puoi farlo in questo modo:
- Seleziona il testo che vuoi rendere un link nell’editor di WordPress
- Clicca sull’icona del link nella barra degli strumenti
- Apri le opzioni avanzate del link (se disponibili nel tuo tema o editor)
- Aggiungi manualmente
rel="nofollow"nel campo relativo agli attributi - In alternativa, usa un plugin come Yoast SEO o RankMath che permette di impostare l’attributo rel direttamente dall’interfaccia, senza toccare il codice
Per i link in uscita verso siti sponsor o affiliati, il tag corretto da applicare è rel="sponsored", non semplicemente nofollow.
Esempi pratici di backlink dofollow efficaci
Tre contesti in cui un backlink dofollow porta valore reale:
- Articolo di settore su una testata verticale: un consulente SEO citato in un articolo di un portale di digital marketing riceve un link contestuale, da un dominio con traffico reale e autorità riconosciuta dal settore
- Directory autorevole di categoria: per un professionista o una PMI, la presenza in una directory seria (non una link farm) con link dofollow alla pagina servizi contribuisce alla coerenza del profilo backlink
- Menzione da una testata online in seguito a una digital PR: un dato originale condiviso come comunicato stampa genera link editoriali spontanei da più fonti, con anchor text variati e contesto pertinente
In tutti e tre i casi, il valore non sta nel numero di link, ma nella qualità della fonte e nella coerenza del contesto.
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